A Mahyoro andare a scuola non è scontato. È una scelta che costa. E per molte famiglie è una scelta impossibile.
In una situazione di estrema povertà, i bambini spesso devono contribuire alla sopravvivenza quotidiana. Succede così che, invece di entrare in classe, vadano al lago a pescare. Non per gioco. Per mangiare. La scuola diventa un lusso.
Non perché manchi il desiderio di studiare. Ma perché mancano i soldi per farlo.
Perché molti bambini non riescono a frequentare
La retta scolastica rappresenta un ostacolo concreto. A questo si aggiungono beni essenziali che per noi sono scontati ma che lì non lo sono affatto: quaderni, uniforme, materiale didattico.
E per i ragazzi che frequentano il tempo pieno, c’è anche un altro bisogno fondamentale: un materasso.
Molti di loro dormono a scuola durante la settimana. Senza un letto adeguato, anche questo diventa un ulteriore segno di precarietà. Non è disinteresse verso l’istruzione. È povertà estrema.
La scelta di Atlas Solidarity: intervenire, senza perdere la visione
Atlas Solidarity nasce con una missione chiara: non rincorrere le emergenze, ma lavorare per rendere autonomo un territorio. Crediamo nello sviluppo, nelle competenze, nella costruzione di opportunità durature.
Ma quando l’emergenza blocca il futuro di un’intera generazione, intervenire diventa necessario. Per questo abbiamo attivato una campagna di Adozioni – Sostegno a Distanza, con un obiettivo preciso:
- coprire le rette scolastiche dei ragazzi più fragili;
- garantire un materasso a chi vive la scuola anche come luogo di permanenza.
Una risposta che ci ha sorpresi
La campagna ha avuto risultati superiori alle attese. Grazie all’impegno di soci e sostenitori, abbiamo raccolto 8.850 euro tra adozioni, materassi e donazioni non vincolate.
È stata una campagna eccezionale. Non solo per le cifre raccolte in così poco tempo, ma per il segnale che ha rappresentato: una comunità che si attiva quando capisce che il futuro di alcuni bambini è a rischio.
Una scelta personale
Anche io ho scelto di adottare una ragazza di 13 anni, Lidia. È una decisione che mi rende felice.
Perché dietro quella quota mensile non c’è solo un aiuto economico. C’è la possibilità concreta che il suo futuro non sia determinato dalla povertà in cui è nata. Quando pensiamo allo sviluppo, spesso ragioniamo in termini macro. Ma lo sviluppo passa sempre da una persona alla volta.
Le adozioni sono un ponte, non il traguardo
Vogliamo essere chiari: le adozioni non sono il nostro orizzonte finale. Atlas Solidarity non nasce per essere un semplice “collettore di fondi”. Nasce per costruire autonomia.
Per questo, parallelamente alla campagna di sostegno a distanza, stiamo lavorando su una serie di progetti strutturali che, con il supporto di partner in Italia, puntano a:
- rafforzare la sostenibilità della scuola;
- creare competenze professionali;
- costruire opportunità economiche locali;
- rendere il territorio meno dipendente dagli aiuti esterni.
Le adozioni sono un ponte. Servono a evitare che oggi si perdano delle generazioni. Ma il nostro obiettivo è che, domani, Mahyoro possa camminare con le proprie gambe.
Vuoi aiutare anche tu un bambino di Mahyoro ad andare a scuola?
Puoi attivare un sostegno a distanza o fare una donazione libera. Anche un piccolo contributo può fare la differenza tra un banco di scuola e una giornata passata a pescare per sopravvivere.
Grazie
Dora Carapellese
vicepresidente Atlas Solidarity




